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Voglio dire, anche in Sardegna avevamo le nostre certezze. Che fine ha fatto la siccità? Possiamo ritenerci a tutti gli effetti preoccupati, effetto serra compreso. Faceva qualche mese di freddino, freschetto, magari qualche pioggerellina, ma poi nove mesi di calura incontaminata, certo, afosa e umida ma mai una goccia. È anni che non si parla più di emergenza siccità, ma cos’è questo cambiamento di clima? Le future generazioni rischieranno di vivere senza l’acqua razionata per sei ore al giorno, anche questi sono punti di riferimento che vanno perduti. Io mi orientavo durante la giornata in base alla pressione dell’acqua che usciva dai rubinetti, mi toccherà imparare a leggere l’orologio. Sarà un problema. L’altro giorno sono stato in un paesino sperduto del centro della regione e un bambino, senza alcun motivo, mi ha mandato a fare in culo, ma lo ha fatto in inglese. Come si fa a non essere ottimisti? Ma da che punto di vista, mio o del bambino? No, perché il ragazzetto può anche essere soddisfatto di saper potenzialmente insultare i forestieri nella loro lingua madre, ne avrebbe davvero tutte le ragioni, ma io non ho visto nessuna sincerità nelle sue parole, si è perso il contatto primordiale che rendeva caratteristica l’ingiuria sentita lontana dalla madre-patria. Per farmi insultare nella mia lingua rimango dove sono, al massimo telefono al panettiere sotto casa e fingo di essere la guardia di finanza (il mio panettiere si ritiene un fiero oppositore dello stato ed esprime questa sua attitudine con ingiustificati atti criminali a tutte le ore del giorno). Mi dicono invece sia un servizio offerto dalla pro-loco. Intanto per non saper né leggere né scrivere sto cominciando a studiare le lingue, visto che si va in quella direzione non vedo perché non cavalcare l’onda, metti che per caso trovo anche un lavoro. Certo un po’ mi dispiacerebbe, da queste parti siamo affezionati alla disoccupazione; vorrà dire che mi cercherò un altro hobby. Caccia? Non è più di moda. Sport? Faccio gia Sudoku, il mio fisico non reggerebbe. Lettura? No, dai non scherziamo, certa roba fa male. Giardinaggio? Fotografia? Musica? Pittura? No, devo trovare qualcosa di nuovo, che faccia parte della mia storia ma che sia adeguato al mio futuro. Per il momento continuerò a suonare citofoni durante le ore della notte, poi qualcosa in mente mi verrà. Per fortuna ci stiamo adeguando agli standard Europei. Ora devo solo capire gli standard di che cosa e poi potrò far partire la macchina delle congratulazioni. Rimando dunque al discorso sulla nostra scalata Europea a quando avrò capito perlomeno se questi standard che stiamo raggiungendo sono positivi o negativi. Intanto siamo protagonisti della nostra scalata Italiana: laureati venticinquenni sopra la media nazionale, 37,1% di iscritti all’ università rispetto ai 35,1% della media Italiana. La nostra istruzione media cresce, pronti a nuove sfide. Certo tutto ciò ci toglie un po’ di tempo, dal 2002 al 2003 la lettura quotidiana dei quotidiani è scesa dal 69,2% al 63,6%, la lettura di libri dal 45,2% al 43,4%. Ma anche questo è in linea col resto d’Italia anzi abbiamo medie ancora troppo alte, nel resto dello stivale nel 2003 solo il 57,6% leggeva un quotidiano. E se in media nel resto d’Italia si è passati da una popolazione di frequentatori di cinema del 50% del 2002 al 48,1% del 2003 noi abbiamo aumentato dal 41,1% al 42,8%. Ma siamo pazzi? Cosa abbiamo in testa? Perché cercare approfondimenti? Staremo mica montandoci la testa? Così non si va lontani. E poi c’è Pasolini che silenziosamente ci urlava che la cultura media è sempre corruttrice. Quella cultura media che ci fa perdere la grazia con cui potevamo apprezzare la semplicità, e che possiamo ritrovare solo ad altissimi livelli di cultura. Quella cultura media che ci porta verso l’omologazione consumistica. Quella cultura media che ci porta ad essere attratti da superficiali luminosità che riteniamo non all’altezza di tutti, e disprezzare le cose semplici perché ci reputiamo troppo orgogliosamente complessi. E intanto ciò che davvero è complesso sembriamo nemmeno vederlo, figuriamoci apprezzarlo. *** tre sono anche le fasi per capire mozart, io sto ancora in quella intermedia: quando ero piccolo mi divertiva ed ora stupidamente non ascolto mozart Ideaplatonica (Bluvertigo) *** Siamo anche noi nella fase intermedia ma poco propensi a superarla, all’eterno inseguimento della mediocrità purché ci riconduca alla tendenza della maggioranza. Che la virtù sia nel mezzo è l’ultimo luogo-comune da sfatare. |