|
Si susseguono i governi, cambiano i nostri amministratori ma le lamentele son sempre le stesse. Dannatissimi e ingrati elettori d’ogni borgo, ma non capite che stanno lavorando per noi? Lo so, adesso verrò accusato di essere uno del becero popolino lamentoso, che scrive il solito pezzo ironico sui parlamentari e sui politici, tutti ladri, ladroni e corrotti. Piove, governo ladro! E allora tutti giù a dire quanto sono ignoranti e quanto sono drogati e quanto sono viscidi e quanto pensino solo ai loro interessi e l’assenteismo e parlamento pieno solo quando si vota l’aumento del loro stipendio. Basta! Stanno risolvendo i problemi del paese senza ricevere manco un grazie e voglio vedere chi di noi prenderebbe il loro posto in quelle scomode fredde panchette in legno di Montecitorio. Eh, facile mettersi a pontificare stando comodamente seduti sui propri divani con in mano il telecomando che usiamo per cambiare canale quando ci passa davanti cosa? “Tribuna politica” o “Un giorno in parlamento”…aaaaaaahhhh, allora siamo proprio ipocriti, stiamo a rompergli le palle e poi non li stiamo nemmeno ad ascoltare perché sono noiosi. E loro che devono dire? Quelle trasmissioni non solo le devono ascoltare ma sono proprio lì, dal vivo a farsi due maroni grandi come il buco dello stato. Per fortuna che nonostante tutte queste angherie che gli riserviamo trovano il tempo per non deprimersi e continuare a fare il loro lavoro, che è quello di risolvere i nostri problemi. Ad esempio sappiamo bene quanto l’annosa questione della precarietà del lavoro sia un cruccio di noi popolo italiano, poco avvezzo ai cambiamenti e molto affezionato alle certezze ed alle comodità. Come fare dunque per risolvere il problema della precarietà del lavoro? Semplice, basta cambiargli il nome, ora si dice flessibilità del lavoro. Che uno dice “No, no non ho un lavoro precario tranquillo, c’ho un lavoro flessibile. Precario è brutto sshhh non lo dire, è brutto, zitto!” Come fare per risolvere i problemi in Medioriente? Questo popolo italiano è poco propenso alle guerre, ad ogni guerra non sa mai con chi schierarsi e cambia idea un paio di volte, non la voleva nessuno la guerra come fare? Gli cambiano il nome, si chiama missione umanitaria. Che uno dice: “Ma non staremo mica andando in guerra?” “Noooo, sshhh, ma che sei scemo? Stiamo andando a fare una guerra umanitaria, praticamente è pace, una cosa preventiva!” E giù ad inventare e continuare a coniare dei nomi rassicuranti che giustifichino ogni nefandezza, ma vediamo un po’ come altro potrebbero essere risolti i problemi, che nonostante l’ alacre impegno dei nostri parlamentari, rimangono ancora aperti. Problema “Malavita organizzata”. Gli si cambia nome, si chiamerà: “Bricconeria”. Problema “Fuga di cervelli”. Gli si cambia nome, si chiamerà: “Esportazione organi e libera circolazione delle conoscenze intellettuali”. Problema “Reati finanziari”. Gli si cambia nome, si chiamerà: “Finanza creativa” (oh cazzo, questo lo hanno già risolto). Problema “Inquinamento ambientale”. Gli si cambia nome, si chiamerà: “Evoluzione antropocentrica”. Problema “Traffico”. Gli si cambia il nome, si chiamerà: “Problema blue”. Caspita, bel colore il blue, vero? Eh si, di che problema stavamo parlando,? Il blue, che bel colore… Problema “Malasanità”. Gli si cambia nome, si chiamerà: “Sfiga!” Eddai, è sfiga, chi se lo poteva aspettare? Stava bene, aveva anche un bel colorito. Chi poteva immaginarselo? Eh già. Chi poteva immaginarselo che la dentro ci sarebbe andata certa gente? |