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My Bastogne
Scritto da Valentina Demelas   
sabato 25 novembre 2006

Era il millenovecentonovantasei.
Acquistai ‘Bastogne’ e trovai Zanardi di Andrea Pazienza ad accogliere la mia fame di buone letture: mi sorprese dalla copertina lucida. Mi guardò di sbieco, con gli occhi di uno che ne sa molte di più, e sembrò dire: “Ero sicuro che non ti saresti tirata indietro. Matematico”. Lo salutai con il riguardo dovuto a chi si ammira da ‘lontano’, e mi immersi nella seconda prova del giovane scrittore che l’anno precedente era stato maestro nel coinvolgermi, emozionarmi e conquistarmi col suo romanzo d’esordio.
Venni immediatamente catturata dalle vicende dei ‘quattro eroi metropolitani’ che rispondono ai nomi di Ermanno, cousin Jerry, Dietrich e Raimundo. Mi trovavo davanti ad una grande storia. Storia di amicizia, di guerra privata contro una società finta e
perbenista. Storia di droga, di sesso, di sangue, di esperienze estreme, di rapine, di ragazzine dai nomi soavi, da disprezzare e da stuprare. Storia di violenza che sembra non bastare mai. Violenza come catarsi. Violenza totale, suadente, musicale. A fare da sfondo
una Bologna chiamata Nizza, agli inizi degli anni Ottanta. Una storia scomoda, che non può lasciare indifferenti poiché trasuda odio e misoginia, ma che per qualche magica ragione non turba, non allontana, anzi, appassiona. Pagina dopo pagina si arriva a provare una sorta di simpatia per i ‘fantastici quattro’. Avevo tra le mani un romanzo che si legge tutto d’un fiato, in un giorno massimo due, che ti si insinua dentro la testa, te lo ritrovi appiccicato alla pelle, che tu lo voglia o no. Permisi alle parole di Enrico Brizzi di condurmi attraverso un percorso costellato di citazioni, da Céline a Supertognazzi, Nietzsche, ai fratelli Righeira, addentrandomi nelle anse di questa storia che puzza di malinconia, quella particolare, quella che solo i perdenti conoscono.
Dopo dieci anni dall’uscita del romanzo, il quattordici novembre duemilasei, è arrivato in libreria, attesissimo, Bastogne Graphic Novel. Un ‘fumetto’ di gran pregio che si trovava da tempo in cima alla lista dei miei desideri materiali. Un volume bello da guardare e da toccare che è giunto nelle mie mani mentre ero con Francesca, da Feltrinelli, durante un pomeriggio scandito da discorsi seri, chiacchiere leggere, interessi e passioni in comune, progetti per il futuro, sapori, odori, affinità, una nuova collaborazione sancita da una stretta di mano, e poi ancora sorrisi, e sensazioni note ma eternamente nuove, quelle sensazioni che ti dicono che un’amicizia sta prendendo forma in qualche modo. Le copie di ‘Bastogne GN’ attendevano proprio noi, lucenti ed intonse in tutto il loro splendore, su uno scaffale bianco, accanto a Dylan Dog. Vi è mai capitato di osservare gli occhi di un bambino che stringe tra le mani il regalo tanto sognato? Avreste dovuto vedere le nostre facce quando la commessa ha messo nelle nostre mani sacchetto libro e scontrino. Soddisfatte e beate. ‘Come sentissimo che l’odore che serravamo in pancia fosse proprio il nostro e di lì a poco sarebbe arrivata anche la fortuna’.
Ho divorato le duecento tavole disegnate da un superlativo Maurizio Manfredi in un pomeriggio e non sono riuscita a separarmene per un solo istante.

Sicuro, Enrico Brizzi è uno scrittore che amo e che stimo. Se non risultasse disgustosamente ‘limitativo’ potrei definirlo ‘il mio scrittore preferito’. Tuttavia mi piacerebbe che potessero rappresentare un omaggio, anche banale, queste mie parole. E la
narrazione di ciò che accade attorno a fatti molto speciali.

 
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