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Un giorno, all’incirca un anno fa, camminavo per Parigi quando vidi fuoriuscire da una libreria una lunga coda di persone. Avevano tutte in mano i libri di uno stesso autore, ed era facile supporre che stessero aspettando, pazientemente, di farseli firmare. La fila portava a un tavolo all’interno della libreria. Lì, protetto da svariate guardie del corpo, vestito di un completo grigio, sedeva Bret Easton Ellis. Aveva l’aria di un ragazzone un po’ appesantito. Sapevo che era intorno ai quaranta. Firmava la copia di ciascun lettore e gli stringeva diligentemente la mano. Ammirai la sua compassata professionalità, quel misto di aria annoiata e insieme stupita con cui riceveva ogni lettore. Il libro che stava promuovendo era la sua ultima opera, appena pubblicata in Francia, ma molti si presentavano con copie dei vecchi libri. In particolare del primo… Natale, metà anni 80. ‘La gente ha paura di cacciarsi nella mischia delle autostrade di Los Angeles’. Con questa frase si apre Meno di Zero, storia di uno studente che torna a casa, dopo un periodo in un college lontano, per le vacanze natalizie. Dopo quella prima frase, ecco aprirsi una parata di incontri vuoti con amici ed ex-amici, conversazioni alienate, droghe di ogni tipo, sesso casuale, storie torbide di spaccio e prostituzione, abusi e stupri, feste, tuffi in piscina e lampade abbronzanti. Ovvero il canone definitivo della decadenza giovanile occidentale. Esattamente come il punk qualche anno prima nella musica, Meno di Zero segnò un punto finale nella letteratura: d’ora in avanti, ogni tentativo di ‘romanzo maledetto’ sarebbe sembrato soltanto una pallida riproposta. Al tempo stesso, ingredienti tipici come il sesso alienato, le droghe chimiche, la musica pop sarebbero divenuti una sorta di alfabeto acquisito, elementi ormai istituzionalizzati in molta letteratura del tardo XX secolo, usati come semplice sfondo per altri temi. Ma ciò che davvero colpì di quel libro, costituendo il vero punto di non ritorno, fu il grado zero emotivo dei personaggi. La totale assenza di solidarietà e riconoscimento tra loro, come fossero tutti comparse casuali di un gigantesco, terrificante reality show. Questo libro-pietra miliare uscì nel 1985. Sulla copertina originale (poi ripresa, uguale, nella prima edizione italiana dell’editore Tullio Pironti) si vede un paio di occhiali con una lente rossa, l’altra blu. Il titolo, LESS THAN ZERO, in caratteri verdi. Nel risvolto di copertina l’autore ha un aspetto da ragazzino borghese delicato, quasi femmineo. Al tempo ha poco più di vent’anni.
www.marcomancassola.com (Pubblicato in MADE05, Novembre 2006) |