AdB

powered_by.png, 1 kB
Home arrow Scriptorium arrow Archivio 2006 arrow Avevo solo un foglio e una matita
Avevo solo un foglio e una matita
Scritto da Alfredo Bruni   
sabato 16 dicembre 2006

Alessio aveva solo un foglio e una matita. Sarebbe partito all’alba e Anna dormiva accanto a lui. Avevano fatto l’amore per un’ora e la notte era ancora buia. Ma il sole non avrebbe aspettato tutte le promesse che s’erano fatti quella sera.
“Tornerai?”
“Presto, molto prima di quello che desideriamo. Ritornerò e resteremo insieme per sempre.”
“Dimmi che non dovrai più partire.”
“Te lo prometto, tornerò e non partirò mai più.”
“Tutti dicono così, ma nessuno è mai tornato da me.”
“Voglio tornare, ma tu mi aspetterai?”
La risposta si perse nel frastuono del traffico. Salirono le scale e lei andò in cucina a preparargli un caffé. In quell’ora le risposte e le domande non ebbero più valore e l’amore sembrava vero.
Scrisse qualcosa sul foglio di carta e lo appoggiò insieme alle banconote sul comodino. Uscì senza fare rumore. All’angolo le compagne di Anna stavano ancora lavorando. Qualche cliente si fermava, qualcuna saliva in macchina e scomparivano nel buio.
Pensò a quello che sarebbe accaduto ora. Al risveglio di Anna, alla sua delusione e quello che aveva scritto sul foglio, non poteva certo consolarla, ma lui non aveva nient’altro. Solo un foglio e una matita. E l’amore che non poteva avere futuro.
Camminò solo verso il suo destino cantando una canzone che gli veniva in mente. Cantò fino a stancarsi, prima di scomparire nella luna, che faceva il verso a quell’alba sconosciuta.

 
< Prec.   Pros. >
OOPS. Your Flash player is missing or outdated.Click here to update your player so you can see this content.

Articoli correlati

© 2012 Centro Studi Opìfice
Joomla! è un software libero realizzato sotto licenza GNU/GPL..