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Amore azzurro
Scritto da Maria Brunelli   
mercoledì 20 dicembre 2006

Sono passati secoli da quando ero una fanciulla che sognava l’amore a occhi socchiusi. Ormai, da donna matura, l’amore l’ho guardato a occhi ben aperti, mi si è fatto incontro molte volte.
Aveva le sembianze d’un fanciullo scalzo o d’un venerando vecchio.
Così mi sono accorta che l’amore non è che una diversa sfumatura d’azzurro, azzurro come gli occhi di quel fanciullo scalzo e di quel venerando vecchio.
Quante sfumature d’amore avrò provato nell’anima?
Una sfumatura d’azzurro: il mio immenso amore per i gatti, per quelli che non ci sono più, per quelli che sono ancora con me.
Un’altra sfumatura d’azzurro: il mio amore per mia madre, anche quando la sua mente si era persa e lei non poteva più comprendere quel mio amore celeste.
Scintillanti sfumature d’azzurro: il mio amore appassionato per il primo fidanzato, come per l’ultimo.
Poi un giorno, mi sono ritrovata a urlare, urlare, urlare un dolore infinito di solitudine, che fino ad allora neppure sapevo d’avere.
L’ospedale psichiatrico.
Anche là ho trovato una sfumatura d’amore, la sfumatura del blu più profondo. L’ho intravista negli occhi d’un ragazzo che aveva la metà dei miei anni, ma gli occhi uguali ai miei, colmi della stessa sofferenza d’amore e non amore per la vita.
Disegnavamo insieme cerchi blu, ci guardavamo fra sorrisi identici e lacrime identiche e, per un attimo, in quel luogo sospeso, lontano dalla realtà, esistevamo solo noi, con i nostri cerchi blu pieni d’amore. Le differenze non contavano più nulla.

 
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