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Unghie a punta
Scriptorium - Archivio 2007
Scritto da Flavia Piccinni   
sabato 03 febbraio 2007

Fa caldo oggi. Ma devo studiare quindi anche se fa caldo non mi importa. Fa quel caldo di primavera, quello che c’è il sole e vorresti uscire per abbronzarti ma. Maturità. Maturità. Maturità. Tre parole: stesso identico significato; un unico sinonimo: incubo. Me ne sto davanti al libro. Lo apro. Leggo: non capisco. Troppe parole, confuse. Troppe espressioni di un gergo sconosciuto. Troppi concetti, per me, almeno. Le guardo, le pagine del libro. Le sfoglio. Avanti. Indietro. Guardo le immagini. Sottolineo le didascalie. Poi, mi chiama Sara. Ci sto da due mesi. E’ una bambolina che studia al liceo psico pedagogico. Parliamo del tempo e di questo terribile caldo. Mi dice che sabato ha una sfilata. Non capisco come faccia a sfilare visto che è alta un metro e sessantadue. Alcuni dicono che le ragazze per entrare nel mondo dello spettacolo la devono dare. Ma Sara no, Sara è diversa. Dice sempre che lei con i ragazzi ci scopa solo alla terza uscita. Che prima è da troie. Anche se con il Gianni, un mio amico, ci ha scopato dopo la prima sera. Ma lui l’aveva portata in un bel ristorante, quello dietro casa mia. Mica ci si va tutti i giorni in posti del genere. Sara mi dice che è contenta. E che mi ama. Anche io la amo un casino. Ha due occhietti furbi, azzurri azzurri. Gianni dice che sono inespressivi, ma io non ci credo. Quando la bacio li tiene aperti e si guarda intorno. A volte li apro anche io, per guardarli un attimo. Poi lei mi dice che è tardi e che non le piace quando la fisso. Che sembro un imbecille. Lo dice e se ne va. Ha un sacco di esigenze, ma dice che con me, ogni tanto, sta bene e che, a volte, la faccio felice.
Adesso mi leggo un’altra didascalia. Ci metto un sacco: penso a Sara. Penso ai suoi occhioni. Ma come farà a sfilare? Penso che sono fortunato. E accendo la televisione. Anche se non mi piace. La guardo passivamente. Metto un canale e penso ai fatti miei. Credo che sia da stupidi guardare la TV. Dicono un sacco di idiozie. Io preferisco mettermi al computer e scaricarmi serie televisive o film porno. Ultimamente film porno però ne scarico pochi. A Sara non piace che mi faccio le seghe davanti al computer. Dice che poi sporco tutto e che quando scopiamo duro di meno. Io le dico che non è colpa mia se duro poco, soffro di eiaculazione precoce. Che è una malattia. Lei risponde che sono un bugiardo. Poi mi bacia. Apro gli occhi. Lei li vede. E se ne va.
Fatto sta che io passo un bordello di tempo davanti allo schermo del pc. Ci sto un sacco. Guardo che succede in rete, parlo con la gente. Mi diverto, insomma. Non mi piace molto uscire, anche se a volte Sara vuole andare alla casa al mare con dei suoi amici. Mia mamma non è poi così contenta che andiamo lì; fatto sta che papà mi dà le chiavi della macchina e pure un po’ di soldi. “Non farmi nipotini” dice e strizza l’occhio. Io faccio le corna e mia sorella dice che il lampo, mi chiama così, non perdona. Allora andiamo al mare. E durante il viaggio mi parla di cose stupide. Le donne sono tutte stupide, ma Sara lo è un po’ meno. Mi prende la mano e me la mette lì. Io le dico che sto guidando allora sbuffa. “Non ti va mai bene niente” dice e poi attacca a parlare di vestiti. Io le dico che le sta bene tutto. Lei annuisce ma a volte non capisce quello che dico. Ma non è colpa sua. Come dicevo prima, le donne sono tutte limitate. Limitate nel senso che se bisogna fare un processo logico, passare da A a B e a C, loro vanno da A a C. Io, invece, vado direttamente alla C. Sono un genio io, mica come loro. Anche se a italiano dicono che scrivo come un’analfabeta, io sono un genio lo stesso. A tutti dico che sono normale, molti pensano che sono un pallone gonfiato, ma sotto sotto so di essere, e lo sanno anche loro, uno veramente dotato. Non a caso la mia insegnante di astronomia, quella che è tanto amica di mia mamma e io, prima di andare al Liceo Classico la chiamavo anche per nome, mi da 8 in pagella. Nelle altre materie non vado tanto male, solo che credo di studiare un po’ troppo per quello che prendo. Niente in confronto però a quelle femmine di classe mia che studiano tutto il giorno e vanno male. Quelle limitate. Ne sta una poi che è proprio scema. Crede di essere bravissima perché si prende 9 a italiano e non studia un cazzo e fuma, ma io lo so che è limitatissima. Figuratevi, quando le parlo lei non mi capisce nemmeno.
Accendo il film porno. Oggi di studiare non mi va proprio. Fa troppo caldo.
Mi richiama Sara. Abbasso l’audio. Lei non si è accorta di niente. Dice solo che stasera va a cena con un talent scout e che farà tardi. Io a Sara le voglio bene. E’ proprio una bella ragazza. E mi ama, lo dice sempre mentre scopiamo. Poi vengo e mi dice che faccio schifo. Ma non importa, Sara mica è stupida come le altre. “Amore ma a che ora torni?” le chiedo. “Tardi, non mi aspettare”, dice lei. Sarà.

 
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