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Suoni e Immagini -
Archivio 2007
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Scritto da Alessandra Pigliaru
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venerdì 20 aprile 2007 |
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Regia: Matteo Garrone Interpreti: Vitaliano Trevisan, Michela Cescon Produzione: Italia, 2004 Durata: 100 minuti
L'amore è molto vicino alla consunzione fisica... è come un nodo stretto stretto negli occhi dell'amante che simile ad uno spettatore silenzioso guarda e "possiede" l'oggetto amato. Il "primo amore" di Garrone è un viaggio viscerale. Il ventre come ricettacolo di desiderio è un paiolo bucato dove cadono senza posa le illusioni perdute, gli incontri mancati e gli occhi che trafiggono in un giorno qualunque un angolo di strada. E' il caso che fa incontrare Vitt e Sonia, nonostante il loro appuntamento al buio; sì, perchè Vitt attendeva da tempo ma non lei, qualcosa che non aveva mai avuto... e invece gli capita una testa prima che un corpo. Vitt sa come plasmare, un pò come succede col metallo con cui prepara filiformi dee madri. Eppure non considera lo "scarto", il valore aggiunto che sta nel fondo oscuro dell'altro. Vitt vuole guardare la sua stessa privazione; vuole che abbia un volto e un corpo e con questi giocare. Un gioco crudele e ossessivo quello della sottrazione. Sottrae all'amata per vedere in faccia la sua. "Anorexis" che significa mancanza di desiderio è paradossalmente legata al tentativo bulimico di possedere ciò che non si ha: la libertà dell'amato con la propria auto-condanna. Dunque è Vitt che si mutila e Sonia solo il riflesso di tale mancanza. L'amore è il morso soffocato che afferra la carne; affila il coltello per trovare le giuste fenditure... quelle che ci si attendeva venissero percorse. Garrone è un vero Autore. |