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Spiderman 3
Suoni e Immagini - Archivio 2007
Scritto da Fabrizio Bolognesi   
domenica 27 maggio 2007

Regia: Sam Raimi
Interpreti: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Bryce Dallas Howard, Thomas Haden Church, Topher Grace
Produzione: USA, 2007
Durata: 156 minuti


Frammenti delle avventure precedenti si riflettono su pezzi di vetro scheggiati, trattenuti da fili argentei, i fili della tela del ragno, che, d’improvviso, si tingono di nero. Il nero di una notte bagnata di pioggia, il nero del cuore, della mente, il nero profondo di un abisso (quasi) senza scampo: quello della metà buia dell’anima, il “dark side” dove brama di potere, rabbia, arroganza e follia si mescolano insieme, soffocando la luce della coscienza… Spider-man e il suo oscuro doppio: un viscido Mr. Hyde alieno, implacabile e crudele, dentro cui scivolare per scrutare il proprio lato oscuro, i recessi più nascosti del proprio io. Questa volta Peter Parker rischia di restare imprigionato tra le tenebrose ragnatele della sua fosca nemesi, rischia di perdere se stesso e tutto ciò che ama e in cui crede. Ma “sono le nostre scelte che fanno di noi quello che siamo” dice Peter e “c’è sempre un’altra scelta” gli ricorda, rabbioso, Harry… Violento, estremo ed estremamente DARK, spettacolare ed emozionante fino all’ultimo respiro, il terzo capitolo si rivela come quello più adulto, malinconico e complesso , di grande impatto visivo, sempre colorato da guizzi di ironia e pennellate di comicità “fumettistica”, ma dominato più che mai da sentimenti forti, odio, vendetta, gelosia, e segnato dal dolorosissimo scontro di Spider con i propri demoni interiori e con tre villains, che in realtà non sono uomini cattivi, hanno solo avuto una cattiva sorte… Sam Raimi conclude (almeno per adesso) davvero in modo eccezionale la sua personale rilettura (vincente) del super-eroe con super-problemi, portando in primo piano, oltre alle sue complesse evoluzioni filmiche, sempre il personaggio di carne e sangue ( e ragnatele) che sta dietro la maschera, mettendo a nudo sentimenti e desideri, debolezze e cedimenti, confusione, dubbi e scatti d’ira, le traversie amorose ed esistenziali di un ragazzo che ha grandi poteri e grandissime responsabilità. E scelte. Raimi incentra ancor di più tutto sull’inesorabilità, la necessità di compiere delle scelte, giuste o sbagliate, semplici o difficili, sofferte o fatali. Tutti sono chiamati a compierle, per determinare il proprio destino, o forse è il destino avverso, come suggerisce mestamente Flint Marko, che obbliga a prendere una sola strada, quella senza via d’uscita. Quella che imbocca Eddie Brock/Venom, incapace di rinunciare all’ebbrezza del potere; quella in cui coraggiosamente si getta Harry, il new Goblin ( un James Franco che colpisce dritto al cuore) che si fa carico della colpa del padre e la espia in sua vece e in nome dell’amicizia. Intorno a questo dilemma e a questi sacrifici si muove una storia avvincente e mozzafiato, si muovono Peter e Mary Jane, inizialmente felici, apparentemente abituati ad una ormai consueta e conosciuta, seppur straordinaria, routine. Ma nel mondo tumultuoso degli affetti e in quello reale delle frenetica New York nulla è scontato, immobile, tutto cambia, precipita, tutto spinge sempre verso sfide più vertiginose. Sam Raimi ha fatto affrontare al suo eroe rossoblu la sfida più ardua, quella che dovrebbe essere l’ultima, quella indimenticabile e definitiva, quella che fa capire chi e cosa conta e si vuole veramente.
Sam Raimi è regista di classe (davvero in tutti i sensi: è colui che porta la cravatta in ogni occasione e sfoggia sempre un gran sorriso ), è riuscito a realizzare una strepitosa trilogia, la più riuscita delle trasposizioni cinematografiche tratte dai fumetti, soprattutto perché ha saputo cogliere le molteplici sfumature di un affascinante personaggio che, pur essendo dotato di poteri soprannaturali, resta comunque aggrappato fortemente alla sua dimensione umana. Questo vale, in realtà, per tutti i personaggi della sua Spidey-Story: nel corso degli anni e delle diverse avventure, i caratteri “fissi” ( oltre a Peter parker, Mary Jane, Harry Osborne, Zia May ecc) sono cresciuti, divenendo sempre più maturi, complessi, sfaccettati, rivelando lati nuovi, sorprendenti, seguendo il corso delle vicende, adattandosi alla storia ed evolvendosi con essa. Nell’episodio decisivo che chiude il cerchio, triplo in quasi ogni suo aspetto, dal numero del titolo, ai cattivi, al triangolo amoroso, Raimi ha fatto del suo meglio per ripetere ancora una volta la magia dei film precedenti, potenziando, però sensazioni, emozioni e situazioni: gli effetti speciali sono molti di più e realmente “speciali”, iper-tecnologici e spettacolari, a tratti sbalorditivi, vertiginosi, sembra davvero di volare tra i grattacieli di New York, ma restano comunque al servizio della storia e di super-cattivi che sarebbe stato difficile rendere al cinema qualche anno fa. Inoltre il regista ha intrecciato abilmente, con un montaggio sempre incalzante e vorticosi, fulminei movimenti di macchina a mano, tutti i diversi elementi che hanno contraddistinto fin dall’inizio la sua trasposizione: azione, humor, romanticismo, la comicità amara di Maguire, quella dirompente di J.K. Simmons, tristezza, introspezione psicologica e la genuinità camp e un po’ retrò del fumetto originale, recuperata e adattata ai nostri tempi, e tutto questo dovendo fare i conti con più attori-personaggi e con una trama più complicata e spiazzante da gestire e raccontare. Nonostante ciò il caro vecchio Raimi è riuscito a reggere il frenetico ritmo, a inserire sequenze memorabili ( New Globlin che insegue “via cielo” Spider, che a sua volta “insegue” il “dispettoso” anello di zia May; il salvataggio estremo-al cardiopalma di Gwen,; la divertente scena al ristorante francese con il sempre presente Bruce Campbell; le rinnovate ire di J.K. Simmons ecc ecc) ed è riuscito nella straordinaria impresa di non deludere le aspettative e di far volare ancora alto “il suo amichevole Spider-man di quartiere”.

 
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