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Tutto comincia quando Alessandro Ansuini accende le luci di un ex night club, il black shadow, intorno alle 14.15, in un vicolo a poche centinaia di metri dalle due torri, nella città di Bologna. Sono previsti una quarantina di interventi. Da tutta Italia. Da Londra. Da Parigi. La giornata è luminosa. Alla vigilia delle elezioni. Nel night club, le luci sono gialle durante il pomeriggio, il bar è chiuso. Interventi teorici si susseguono, da Trieste, dalla Toscana, da Milano e Roma. Il clima è positivo. Gli interventi sono pesanti. La presenza di Alberto Bertoni, docente di Letteratura Italiana Contemporanea, conferisce sostanza all’evento. Per la prossima volta andranno approfondite le tematiche della contaminazione. Questo è solo l’inizio, di un network di partecipazione, che si trasforma in carrozzone circense in giro per l’Europa. La poesia esce dal suo carattere testuale e ritorna sulla strada, nei locali notturni, insieme al pericolo, questa volta ancora distante, ma avvertito da tutti, di raggiungere emozioni, come la musica, come il cinema. E allora attraverso queste forme multiple, affrontiamo l’espressione contemporanea. Si crea l’incontro di realtà che si conoscevano soltanto sulla rete. Come se fosse il processo contrario. Ormai normalizzato, comune, diffuso, ci conosciamo attraverso la rete, arriviamo a un migliaio di click al giorno e dobbiamo passare attraverso il cartaceo, sostanza primordiale. La rete, approfondimento del suo potere, delle sue istanze, delle sue vergogne. E allora ritorniamo alla strada, alla poesia come se fosse un beat ossessivo Di parole e girandole, nel centro di Bologna questo è avvenuto. (12 aprile 2008 - LIPS Bologna - Arterìa) [infoCaucasoMedia: caucaso.info - zeroola.splinder.com] |