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Su Il male oscuro di Giuseppe Berto |
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio
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lunedì 28 aprile 2008 |
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Purtroppo o per fortuna, così come si dice spesso, questo libro ti lacera il cervello e ti si infila un reticolo di ricordi e una serie di ansiogene identificazioni a cui tu, anche con tutte le avvertenze del caso e ben sapendo cosa iniziavi a leggere prima di leggere, non sei comunque preparato. E ansimi e sbatti e sbotti contro il tuo dannato Super_Io che mica lo sapevi che era così strutturato e sospiri e credi e bevi ogni singola parola, ogni associazione di idee, ogni virgola mancata fino ad un lontano capoverso da cui riemergi intontito e incredulo. Capita dunque che l'incoscio viva e faccia proseliti tra le tue cellule tutte, più di quanto potessi immaginare. Già! Così deduco che senza Freud, il catechismo e la nutella forse sarei stata meno incazzata... |