|
Autore: Fabio Stassi Titolo: La rivincita di Capablanca Edizioni: Minimum Fax, Roma 2008 Pagine: 203
Potrebbe essere scambiato per un’opera eminentemente biografica, l’ultimo romanzo di Fabio Stassi. Il rigore con cui vengono descritti tempi e luoghi dell’esistenza di Josè Raul Capablanca farebbero pensare al piglio del saggista prima ancora che ad una sensibilità di romanziere. O ancora: sentendo parlare della trama del romanzo, si potrebbe essere tentati di pensare ad un testo per addetti ai lavori. Nello specifico, si penserebbe ad un prodotto esplicitamente rivolto agli appassionati di scacchi, dal momento che il protagonista è stato una pietra miliare delle sessantaquattro case. Sebbene valutazioni del genere abbiano sicuramente un fondo di correttezza e concretezza, esse non renderebbero merito all’autore né alla sua creatura letteraria. La rivincita di Capablanca è un’opera narrativa nel senso più alto del termine. La vicenda biografia del campione cubano è la base di una costruzione complessa, articolata, che mescola con pazienza e rispetto dati storici e finzione; è materia grezza che viene lavorata, rimescolata per diventare letteratura. Attraverso una scrittura delicata, accessibile e chiara, Fabio Stassi elabora la metafora degli scacchi come specchio dell’esistere, utilizzando in maniera prodiga e non gratuita l’intero campionario di similitudini che l’argomento scelto gli mette a disposizione. Tutto quello che è dato di vedere su una scacchiera, è quanto può essere osservato nella vita stessa: il rischio, l’attimo insignificante nel quale commettiamo l’errore che cambia il corso degli eventi, la pazienza e la voglia di mangiarsi il mondo subito, la possibilità o il dovere di sacrificare una pedina importante per uno scopo ritenuto imprescindibile. Questi gli scacchi; questo l’andare dell’umana gente. Naturalmente, il paragone tra scacchi e vita non è originalissimo. Sapendolo, Stassi ha l’onestà di premetterlo, aprendo il suo romanzo con una citazione che è una dichiarazione di intenti ma anche di sincerità verso il lettore. Un ottimo lavoro, quello di Stassi; con un bel finale in cui viene posto l’accento su un particolare importante: anche se siamo semplici pedoni, possiamo fare in modo di uccidere il re, sebbene la sua forza sia superiore alla nostra. Basta mettersi nella posizione giusta. |