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Ogni settimana, di mercoledì, gli opificisti siedono attorno a un tavolo tondo, di quelli di legno, e con boccali colmi di birra pianificano l'attività del Centro Studi Opìfice, e discutono fino a quando le serrande di Michele non si chiudono alle loro spalle. Sempre così, che sia inverno o che sia estate, che ci sia da lavorare o da studiare. Novembre 2004: il solito tavolo tondo e la solita birra del mercoledì. E poi? E poi le trame. Le trame? Sì, Le trame di Opìfice, un concorso di racconti on-line. Grossomodo è andata così, Le trame di Opìfice che prendono forma parola dopo parola, da ipotesi si trasformano in scommessa, e con l’andare dei mesi divengono un percorso di formazione e crescita. In fondo la metapolitica l’abbiamo sempre intesa come elaborazione e azione, veicolo di idee, dibattito che dalla società parte e alla società vuole arrivare servendosi di qualunque linguaggio e di qualunque mezzo. La pratica metapolitica diventa totale quando include ogni forma di espressione artistica. Ah, quante volte ce lo siamo detti: non possiamo ignorare la potenza dell’intervento letterario e per farlo dobbiamo utilizzare internet. Desideravamo aprirci alla letteratura, misurarci in modo critico con il linguaggio letterario, conoscere il vastissimo mondo dei racconti sul web. Così è nato il concorso di racconti on-line Le trame di Opìfice. Tutti esplosi non nasce come antologia, diciamo che lo diventa con il trascorre dei mesi. Avevamo certamente intenzione (e di più il desiderio) di concludere questa esperienza con una pubblicazione cartacea, ma doveva obbligarci a ciò la qualità dei racconti stessi. Un’antologia pensata a posteriori quindi, comprendente non solo i racconti del concorso Le trame di Opìfice, ma in generale tutti gli scritti meritevoli di pubblicazione pervenuti in redazione lungo tutto il 2005. Scorrendo le pagine di Tutti esplosi potrete apprezzare che non si tratta di un semplice mucchio di racconti ordinati (magari) in ordine alfabetico. Nulla di tutto questo. Al suo interno c’è un modo (tutto nostro sia chiaro) di intendere la letteratura, c’è il filtro del Gruppo Opìfice, la nostra interpretazione; ci sono illustrazioni che arricchiscono o impoveriscono i singoli racconti; c’è un prologo ed un epilogo in fumetto che inglobano l’opera, la sigillano; ci sono le parole di uno dei più apprezzati scrittori italiani: Massimo Carlotto. L’eterogeneità dei racconti pervenuti ci ha impedito di rintracciare un filo conduttore univoco, obbligandoci ad un’interpretazione ai limiti del sociologico. I tre Momenti con i quali abbiamo suddiviso il lavoro, rimandano all’epoca che stiamo vivendo e da questa traggono ispirazione. I Ritmi e luoghi della terra sono un modo di agire e di pensare: localizzare l’immaginario dell’uomo moderno sarebbe una suggestiva ipotesi per assaporare il suono del luogo, il ritmo della natura, la dimensione umana dell’esistenza. Con i Dubbi postmoderni abbiamo voluto sottolineare quelle che sono le sementi con le quali nutrire i terreni di domani. La società della comunicazione globale ha i mezzi, se vuole, per dubitare della opulenta felicità occidentale. Farsi domande a risposte che non abbiamo? Va bene uguale, perché farsi domande significa cercare risposte, e cercare risposte significa scavare, partecipare, vivere. Essere liberi. Poi ci sono i Frutti amari della velocità, che ingoiamo nonostante gli effetti collaterali, quelli che ogni giorno maneggiamo distrattamente, illusi che non sia indispensabile capirne il senso. Tutti esplosi utilizza il linguaggio letterario con il fine di demitizzare le certezze plastificate della tarda modernità. Tutti esplosi è una radiografia ironica e tragica della nostra epoca. Quartu Sant’Elena, 16 Dicembre 2006 [Tutti esplosi è la raccolta di racconti curata dal Gruppo Opìfice per i tipi della Giulio Perrone Editore. Comprarne una copia non è mai stato così semplice: basta recarsi in libreria e aprire il portafogli.] |