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Rospi acidi e baci con la lingua
Café Librario - Archivio 2007
Scritto da Simone Olla   
martedì 04 settembre 2007

Autore: Cristiano Armati
Titolo: Rospi acidi e baci con la lingua
Edizioni: Coniglio, Roma 2007
Pagine: 160

Cappa non è battezzato, proviene da una famiglia atea ma cita a memoria il vangelo. Cappa è quantomeno bizzarro e lui lo sa. Cappa è il protagonista consapevole di un ritratto generazionale che non lascia scampo. Viene da chiedersi cosa ci sia ancora da bruciare che non è stato bruciato. L'attimo è assunto a regolatore della vita, l'istinto vince e la ragione convince chiudendo il cerchio.
Le città attraversate sono un percorso di formazione, un vestito desiderato e finalmente indossato. Poi arriva un momento in cui questo vestito va stretto. Anche se è il più bel vestito che abbiamo mai sfoggiato. Anche se il vestito si chiama Londra e le sue possibilità di lavoro, la stanza per pochi pound, il pranzo assicurato dagli hamburger dei pakistani con cui dividi la casa.
Anche se il vestito si chiama Catena può ugualmente andare stretto. Catena, dove una casa è la sua casa, gli amici sono i suoi amici e i bambini virus sono la prossima generazione, quelli che verranno dopo di lui, che s'impasticcano per allentare i freni inibitori. Anche Catena ad un certo punto può risultare invadente. E' vero, Catena è cordiale, avvolgente, conciliante come l'acqua bollente delle terme di Matta. Ma può anche essere acida come il dorso di un rospo. E quindi arrivare a Manchester è un attimo, una possibilità, un'idea, la Moto Guzzi: "Tu dare me moto per mille euro che io devo andare Germania, qui no più lavoro. Devi solo aspettare pochi giorni e poi vai da carabinieri per dire che moto è rubata e prendi i soldi da assicurazione. In Germania, con mio cugino, facciamo sparire targa e numero di telaio e vendiamo bene."
La scrittura di Cristiano Armati è corrosiva ma non è fine a se stessa: la storia e il protagonista ci sono, esistono, li puoi toccare. In tutto il romanzo aleggia un senso di provvisorietà, quella sensazione, per Cappa, di non sentirsi mai definitivo. E quando ci prova Cappa, a regalarsi finalmente un briciolo di pace, basta un cane bastardo con gli occhi pieni d'amore a rovinare tutto.

 
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