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Le mie memorie della mia geisha*
Scriptorium - Archivio 2006
Scritto da Rick Stoeckel   
sabato 01 luglio 2006

Il giorno in cui la mia geisha arrivò al mio uscio fu, in una parola, geisharifficante.
Almeno due volte al giorno la mia geisha compie queste eloquenti, rischiosissime coreografie di danza per me. Lei gira in tondo, piroetta, e si getta al pavimento con bellissimi, squisiti movimenti. Io le dico che può fermarsi quando vedo che è un poco stanca. Tuttavia lei sa che, se si ferma, resterò deluso. Voglio di più. Così lei continua a ballare per circa un'ora in quel modo.
La mia geisha ama prendersi una pausa dalla sua lunga e dura giornata, che passa intrattenendomi, preparandomi un caldo, rilassante bagno , aggiungendo sali e mescolandovi  fragranze esotiche.
Lei accenna un motivo sulla mia piccola e pelosa pancetta. A me imbarazza sempre questa parte del mio copro, ma sentendola musicata mi fa sentire speciale.
La benzina costa, e la mia geisha lo sa! Lei mi da uno strappo a lavoro sulle manopole della sua bici che io ho soprannominato geishacletta. Va pazza quando do io stesso i nomi agli oggetti mettendoci il suo dentro. Quando lei starnutisce, le dico, “geishalute!”. Suona come un piccolo “Dio ti benedica”. Non è super-intelligente, ma sorride. Posso dire quando lei è felice perchè lo fa velocissimamente.
“Geisha, dov’è il mio tè caldo?”, le urlo durante la pausa pranzo. Lei arriva attraversando la mensa affollata, nelle sue mani tè caldo. La sua grazia nell’evitare di urtare uno solo dei mie colleghi di lavoro mi sbalordisce, gira su se stessa e li schiva come un cerbiatto acrobata. Non fa cadere una goccia di tè. Non posso essere d’aiuto ma penso a che uomo fortunato sono ad avere una a tal punto meravigliosa, bellissima geisha. Uh-oh! Non è alla cannella questo tè. “Geisha”, le dico, “riprenditi immediatamente questo tè”. E’ così dolce il modo in cui si china e si scusa profusamente… che non posso stare arrabbiato a lungo con lei.
La mia geisha sa che se vuole essere parte della mia vita, deve accettare poi che le console dei videogiochi siano la mia più grande passione. La mia geisha mi aiuta memorizzando codici segreti e studiando mappe da libri di strategia. E’ come diventata una riserva di fantastici suggerimenti, trucchi e consigli per i videogiochi. Quando carico Luigi Mansion per Nintendo GameCube la mia geisha fa una danza celebratoria Sarugaku: incredibilmente elegante, ispirata, e pericolosa. Godo del suo spettacolo tanto quanto la chiusura del gioco, quando Mario e Luigi saltellano su e giù una volta che si sono riuniti. Tonnellate di nomi giapponesi scorrono sullo schermo come compaiono i crediti dei disegnatori. Chiedo alla mia geisha se ne conosce qualcuno. Lei ride scioccamente e mi implora gentilmente di farmi una doccia. Io sono sicuro che 24 ore consecutive di Luigi Mansion faccia maturare una persona. Quella è un’altra cosa fantastica della mia geisha; lei ha un incredibile senso dell’odorato!
L’altro giorno, entrambi usciamo a bere qualcosa con un mio amico e la sua fidanzata. Facciamo una bella discussione. La mia geisha irrompe senza preavviso, improvvisamente, in una canto. Per 20 minuti l’attenzione è tutta su di lei che sta cantilenando. Il mio amico tenta di interromperla, ma la mia geisha lo taglia con uno sguardo come a dire, “Geisha pensa che non lo farai!” Lei spezza la sua ninna nanna Giapponese con una orazione sul modo appropriato di bollire il riso, come in un sogno. I miei amici, prima che lei abbia concluso, se ne vanno. Stupidamente si sono persi la parte migliore: la mia geisha va in cucina e su due piedi bolle il riso per me! Delizioso!
La richiesta della mia geisha è che io mi tolga le scarpe prima di entrare in casa. Devo mettermi le pantofole. Fa parte del suo strambo costume di geisha. Le dico che è costume Americano, che quando entri in una camera da letto devi toglierti tutti i vestiti. Questo ha avuto lo sfortunato effetto di lei che non mette mai piede nella mia camera da letto.
Cosa c’è di meglio di una geisha? Due geisha!
Dal momento in cui sentii bussare e la mia seconda geisha attraversò la porta della mia abitazione, loro sono gelose l’una dell’altra. Mi sento come se fossi seduto in prima fila a una battaglia in stile Matrix dal vivo. C’è un andirivieni e un casino di azzuffate.
Ho imparato che alle geisha non piace la competizione con altre geisha. Ho imparato che ci può essere troppo di una geisha in una cosa.

*Traduzione di Mattia Piano dalla rivista McSweeney’s

 
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