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Autore: Jacques Attali Titolo: Breve storia del futuro Edizioni: Fazi, Roma 2007 Pagine: 227 Si possono davvero prevedere gli eventi futuri? Si può realmente capire quale sarà il corso degli eventi di cui saremo spettatori o protagonisti? Soprattutto: lo si può prevedere in maniera scientifica, e senza farsi guidare esclusivamente dall’impressione, dal fatalismo e da inutili approssimazioni? Già lo storico greco Tucidide, più di duemila anni fa, riteneva plausibile che la storia si muovesse seguendo percorsi o piuttosto cicli che si ripetono, tali da permettere agli uomini di vedere, attraverso eventi del passato, quello che avrebbe potuto verificarsi nel futuro. In epoche decisamente più recenti (parliamo degli anni ’30 del ventesimo secolo), lo scienziato e scrittore di fantascienza Isaac Asimov ipotizzava che la storia fosse costituita da leggi simili a quelle della fisica: la conoscenza di tali leggi avrebbe permesso all’umanità di pianificare e indirizzare il corso degli avvenimenti e di pilotare lo sviluppo dell’universo. Nel suo Breve storia del Futuro, Jacques Attali ci dice non solo che è possibile comprendere quale sarà il nostro avvenire, ma anche quali ne saranno le tappe: un “iperimpero” che fagociterà gli Stati nazionali e un “iperconflitto” talmente devastante da far sembrare le Guerre Mondiali insignificanti parapiglia fra bande di quartiere. Nella sua analisi, l’autore (consigliere dell’ex presidente francese Mitterand e attuale presidente della Commissione sui freni allo sviluppo presso l’amministrazione Sarkozy) ripercorre le tappe fondamentali dello sviluppo umano, dalla comparsa dell’homo sapiens alla guerra in Iraq. Le sue argomentazioni, ora visionarie ora di carattere più tecnico, tracciano linee generali. Quelle linee sono i binari della storia: si sa da dove partono, si conosce il percorso che fino ad ora hanno tracciato e si possono ragionevolmente azzardare ipotesi sul luogo in cui arriveranno. Attenzione, però: nulla è stabilito in via definitiva. E’ probabile che la razza umana scomparirà se le regole del mercato saranno le uniche a guidare il suo agire. E’ quasi sicuro che essa perirà in una guerra planetaria se continuerà a ragionare secondo contrapposizioni di forze ed interessi particolari. E’ anche possibile, tuttavia, che il nostro modo di essere evolva, a partire dall’oculato utilizzo della tecnologia e dalla condivisione della conoscenza. Se sarà questa l’evoluzione, ciò che otterremo sarà una “iperdemocrazia” a beneficio di tutti, alla quale si arriverà se l’umanità sarà ancora in piedi dopo il 2060. Jacques Attali ha scritto un libro interessante. A tratti, esso potrà apparire una lettura piuttosto semplicistica rispetto ad alcune tematiche; ma questo è un limite che l’autore accetta di buon grado in nome dell’esigenza di mettere in moto la consapevolezza dei suoi lettori. Per eventuali approfondimenti sulla storia del mondo c’è sempre tempo. Per prendere coscienza dell’abisso verso il quale ci stiamo incamminando, no: tempo non ne abbiamo più. |