Non dormo la notte. Mai. Sto a guardare dalla finestra le auto che scorrono nella via, sotto casa. Temo possa transitare un'auto che rallenta… si ferma. La portiera si apre ed esce un uomo bruno, capelli scuri. Arabo. In macchina ha predisposto un congegno a tempo. Una bomba. Un attentato a caso. Dimostrativo. Proprio contro casa mia…
Perciò veglio. Di nascosto. Nessuno deve sapere… Inutili preoccupazioni. Per molto meno mia moglie ha convinto il medico a somministrarmi sedativi. "Per rilassarti" ha detto lui. Cazzate! Le prenda lui le "goccine". Non ho bisogno d'altro. Il mio fucile da caccia, una birra… eh… Certo di giorno sono un po' provato. Al lavoro non mi riconoscono… Pazienza! Tutto non si può avere… E' che quest'attesa, questo tempo in ascolto mi mettono ansia… poca… ma intorno alle tre, quattro del mattino mi viene da tambureggiare con la punta delle dita sulla finestra chiusa. LO SO, LO SO… è pericoloso! Sia per loro, di là, che potrebbero svegliarsi che per gli eventuali microspie che potrebbero avere già montato lì, appena oltre la finestra… Poi mi si secca la gola, il respiro si fa faticoso… le mani un po' tremano… un problema se dovessi sparare in fretta. Devo calmarmi… in fondo cos'è un poco di agitazione rispetto al pericolo che voglio evitare? Calma, calma… arriva un'auto.. si ferma… bene… tolgo la sicura al fucile…ecco, non tremo più: per non sbagliare comincio a prendere la mira… contro la portiera dalla quale fra un attimo… si… sono certo… uscirà un uomo…