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L.O.V. 1.0 (Time to first)
Scritto da L.M.   
venerdì 08 settembre 2006

Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma subliminale rapido sui suoi occhi. In bocca il sapore delle arance. Apro le gambe, inconsapevolmente. Sento schiudermi. La sensazione che farà male. Sulla sua pelle l’odore di abbronzatura. Riesco a percepire ogni minima parte del mio corpo che si agita incontrollata. Lo sento caldo che mi tocca, sono rigida. Immobile. Vorrei restare così. Ancora. Voglio sentirlo che mi tocca. Bussa. Si appoggia leggermente. Non voglio farlo entrare, vorrei fosse già tutto finito, irrimediabilmente. Ti prego non farlo. Ti prego. Restiamo così. Immobili. Perdo i sensi, completamente abbandonata al bianco del soffitto. Bagno le mie dita in bocca. Le labbra gonfie di sangue. Le insinuo nel suo sedere. Alla bocca del suo ano. Palpita, inconsapevolmente. Siamo vivi. Gocce di sudore dai capelli. La sensazione che le mie dita faranno male. Le pupille gli si allargano a macchia d’olio cadendo come gocce sulle mie. Ti prego non farlo. Indice e medio. Restiamo così. Ti prego. Ancora. Immobili. Appoggio due dita alle sue labbra. Schhhh…

 
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