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Eternal Sunshine of the Spotless Mind
Scritto da Fabrizio Bolognesi   
domenica 01 gennaio 2006

Regia: Michel Gondry
Attori: Jim Carrey, Kate Winslet, Mark Ruffalo, Kirsten Dunst, Elijah Wood
Produzione: USA 2004
Durata: 108 minuti

Eternal sunshine of the spotless mind (cancelliamo dalle nostre menti l’orribile traduzione italiana che invece di citare una poesia di Alexander Pope come l’originale - letteralmente “L’infinita letizia della mente candida” -  ricorda labili commedie commerciali come Se scappi ti sposo) racconta la storia di Joel e Clementine, coppia alla deriva che dopo una turbolenta relazione di due anni si separa. Poco dopo Joel scopre con orrore che lei si è rivolta alla Lacuna Inc. per farsi rimuovere dalla memoria ogni minimo ricordo della loro relazione e preso dall’impulso anche lui si sottopone alla stessa operazione, con risultati bizzarri e del tutto insoliti.

Dimenticate tutte le storie d’amore viste sugli schermi negli ultimi anni.  Eternal Sunshine è un qualcosa di completamente unico nel suo genere, a metà tra dramma e commedia, pieno di humour e verve ma attraversato da venature drammatiche e momenti toccanti. L’idea sviluppata nel film è del tutto stravagante e singolare, ma altamente affascinante e attraente, così come ci si aspetterebbe da una qualsiasi sceneggiatura scritta da Charlie Kaufman, autore che si era già superato nel brillante e spassoso Il ladro di orchidee ma che qui tocca livelli magistrali nella creazione di un mondo “fanta-romantico” abitato da personaggi perfettamente caratterizzati. L’estro che Kaufman dimostra in questo film è assolutamente sorprendente, nello scrivere una storia così complessa, contorta ma allo stesso tempo terribilmente toccante e commovente, destreggiandosi abilmente tra i diversi spazi temporali e le diverse realtà, che siano un semplice studio scientifico all’avanguardia o i teneri e felici ricordi di una coppia alla deriva.  Ugualmente meritevole d’applauso è il regista Michel Gondry, assolutamente ineccepibile nel trasporre l’originale sceneggiatura di Kaufman, due piccoli geni uniti nella creazione di un film perfetto in tutte le sue parti e visivamente pieno di ingegno: semplici ma incredibili i sistemi usati per mostrare i ricordi di Joel, da fari di luce ad effetti ottici di prospettiva a giochi d’illusione, e il tutto con il minimo utilizzo di effetti digitali, il che rende la sfera visiva assolutamente genuina e acutissima.

La parte del film puramente dedicata alla cancellazione da parte dei tecnici della Lacuna dei ricordi di Clementine dalla memoria di Joel è il giusto spazio per mostrare il lato più divertente e liberatorio del film, tra pensieri e ricordi, cancellazioni e reminiscenze, fughe ed umiliazioni continuamente interrotte da una serie di personaggi eccentrici e ben caratterizzati, interpretati da un quartetto d’attori ottimo, composto da Mark Ruffalo, che ancora una volta si conferma eclettico e voluttuoso, il grandissimo Tom Wilkinson in una parte misurata e fuori del comune, Kirsten Dunst finalmente capace di rendere la sua interpretazione piacevole e penetrante ed un Elijah Wood insicuro e strambo almeno quanto il film stesso. Gondry e Kaufman riescono a fare di una storia così articolata e complessa un film assolutamente fluido e godibilissimo, senza perdere mai di tono ed equilibrando ottimamente una forma geniale ed originale ad un contenuto poetico e riflessivo. Il tutto anche grazie ad un montaggio serrato e dinamico, che si districa nei vari livelli temporali e spaziali della storia senza mai confondere lo spettatore, ed una colonna sonora eccellente creata dal bravissimo Jon Brion, già compositore per Paul Thomas Anderson e il suo Ubriaco d’amore (seppur in altri termini, anch’essa una delle più originali e positivamente sconcertanti commedie d’amore degli ultimi anni). Eternal Sunshine è imprevedibile, eccessivo, originale nel senso più completo del termine ed è una gioia per gli occhi da vedere e scoprire. Ma questa stravagante commedia è soprattutto un film d’amore, così realistico nel dipingere la storia tra i protagonisti da far male a chiunque abbia mai amato. La bellezza delle scene più romantiche è così potente e affascinante che è quasi impossibile parlarne senza sminuirla. Ci sono attimi di così tanto sentimento e verità tra Joel e Clementine che colpiscono inevitabilmente, facendo di questi due personaggi così diversi tra loro due creature totalmente amabili che è quasi scontato non desiderare di vederli insieme per il resto della loro vita. Ed è innegabile che per interpretare una coppia così eccentrica e agli antipodi servivano due attori capaci di regalare interpretazioni intense, e scelta migliore non poteva essere che l’insolita accoppiata Jim Carrey – Kate Winslet. Lui purtroppo ancora oggi più conosciuto per le commedie demenziali alla Scemo + Scemo che per le ottime doti drammatiche dimostrate in The Truman Show e Man on the moon, lei sopraffatta dall’enorme successo di Titanic che rende difficile per un certo tipo di pubblico meno esigente accettarla come grandissima e drammatica interprete di film indipendenti come Holy Smoke e Iris. In questo film entrambi superano sé stessi e ci regalano due interpretazioni mai viste prima: Carrey abbandona la mimica facciale e la sua innata comicità per un ruolo quasi sottotono, misurato e talmente intenso da superare la pur stupefacente performance in The Truman Show, sfoderando così la sua miglior interpretazione di sempre. La Winslet ritrova un personaggio coraggioso e audace come non aveva dai tempi di Holy Smoke, e si conferma straordinaria come è sempre stata mostrando una verve comica ed un humour accennati in altri suoi film solo superficialmente, e qui rivelati con tutta la sua energia d’attrice versatile perfettamente a suo agio con un ruolo altamente emotivo, rabbioso e tenero che davvero può essere considerato come uno dei suoi migliori, se non il più memorabile. Questa formidabile coppia d’attori è fondamentale nel raccontare la storia, perché capace di trasmettere emozioni vere e bilanciare la parte più intellettuale del film, dove non si disdegnano dotte citazioni filosofiche (Nietzche e l’eterno ritorno) arricchite da dialoghi intelligenti e carichi di sentimento. 

Il messaggio del film è dirompente ed attuale perché tratta della sofferenza che nasce dalla perdita e dell'incapacità di assorbire il dolore e ricominciare, dello smarrimento in una società senza memoria che mastica e sputa i propri idoli e il proprio passato, in cui il fallimento è il peccato più grave. In questa società che non è abituata alla sofferenza e apparire forte è lo status che contrapposto alla debolezza interiore apre fratture molto spesso insanabili nella psiche umana, è perfettamente plausibile farsi cancellare, senza sforzo, i ricordi peggiori, i più dolorosi. 

 

 
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