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Titolo: Caramella Smog Autore: Samuele Bersani Produzione: BMG 2004 (ITA) Eppur si muove. Lungi dall’essere una dimostrazione di ottimismo, purtroppo al giorno d’oggi assolutamente immotivata, la galileiana citazione è una semplice testimonianza di come messaggi non conformisti continuino a trasparire anche da versanti insospettabili, come in un disco di musica leggera a distribuzione nazionale. Se il vaso sia pieno e stia cominciando a traboccare, nessuno può affermarlo con certezza. Ma quantomeno i segnali di una certa insostenibilità esistono. L’unico onanismo verbale che si può evidenziare parlando di Bersani è quello di alcuni suoi recensori : se c’è un cantautore su cui davvero oggi non si può puntualizzare, in quanto il livello medio si attesta sempre su posizioni degne, è proprio l’autore di Caramella Smog. Perché se il pop d’autore in Italia continua a dimostrarsi interessante, lo si deve anche alle 11 piccole perle contenute nell’ultima fatica discografica di questo talento romagnolo. Il pop dunque, talvolta piacevolmente intinto nel jazz, in questo caso si fa strumento lieve per dipingere dubbi e anomalie della post-modernità ; se Bersani ci aveva commosso con il suo modo avvolgente di trattare l’amore, ora dispensa critiche dolci-amare nei confronti della società, dei media, dell’uomo che nel 2004 dimentica di essere tale e si concede gaiamente ai miraggi del villaggio globale. Appunti delicati, ma dal retrogusto malinconico proprio come caramelle. In questa occasione, l’aiuto del chitarrista Roberto Guarino ha dato vita ad arrangiamenti maggiormente dinamici rispetto al disco precedente (L’Oroscopo Speciale), dove pianoforte ed archi creavano una miscela al contempo fresca e struggente. Il risultato è fatto di brani scorrevoli e capaci di ritagliarsi uno spazio nella mente dell’ascoltatore. In un mondo dove “i preti pubblicano libri con le confessioni dei fedeli” ed è sufficiente “avere una carta di credito per non commettere errori”, Samuele sussurra (senza gridare) il bisogno di libertà -vera e non illusoria – di tornare ad essere uomini, evitando che logiche frenetiche e troppo grandi possano costringerci a diventare “soci di minoranza” di noi stessi. Una critica alla competitività ed al bisogno imposto di razionalità si fa viva in Binario Tre, brano che si avvale della collaborazione di Fabio Concato. Non è l’unica presenza illustre che colora con classe i solchi dell’album : in “Se ti convincerai” troviamo il pianoforte di Sergio Cammariere a dipingere sfondi delicati sotto la voce di Bersani, che torna a parlarci d’amore come in passato ; il rapporto di coppia, descritto in versi mai come ora dolci e protettivi, è presente anche in “Pensandoti”. Rocco Tanica (tastierista di Elio E Le Storie Tese) firma un solo di pianoforte in “Concerto”, simpatica considerazione sulla vita del musicista, ma più in generale sui ritmi e sulle esigenze inevitabili del mondo dello spettacolo. La matrice è sempre la medesima, l’invito è quello di fermarsi, riscoprire una vita a dimensione umana e cercare di sottrarsi ai meccanismi alienanti e perversi ereditati dalla modernità. Così negli accenni country de “Il Destino Di Un Vip” è ancora la fugacità e l’illusione del successo a finire sotto la disincantata lente del cantautore, ed in “Conforme alla Cee” il disaccordo è nei confronti di sterili parametri, talora dell’estetica, della politica come mezzo esteriore o in primo ed ultimo luogo del grande mercato del mondo, lo stesso in cui –dice Bersani- “gli occhiali non mi servono più per vedere, ma per piacere a tutti gli altri” e “anche un calcio nel culo va bene purchè sia Conforme alla Cee”. Si citano anche “Meraviglia”, il singolo “Cattiva” (caustico nei confronti del voyeurismo mediatico, indotto dalla spettacolarizzazione dell’informazione e della cronaca –quella nera soprattutto, come il delitto di Cogne) e “Salto la Convivenza”, ambiguo quadretto di un divorzio. Menzione ultima per il brano che da il titolo al disco, ovvero Caramella Smog. Spunto integrale di Bersani e posto in chiusura, questo etereo e psichedelico affresco dal gusto retrò è indubbiamente il miglior modo di sintetizzare il messaggio che l’ascolto dell’intero album ha cercato di comunicare, riuscendoci in modo non comune, con un linguaggio assolutamente ricco e calzante prima ancora che ermetico, autoreferenziale o addirittura onanistico. In ogni caso, amaro come la Caramella Smog, credo. Caramella Smog Per la crisi generale si potrebbe licenziare un terzo degli operai ma sarebbe imperdonabile vendere il centravanti si scatenerebbero delle rivolte popolari Ci sono trattative per farlo rimanere tre nuove lotterie le offerte delle chiese si darà fondo alle cassette dei risparmi e si impegnerà l’oro Per le feste comandate si dovrebbe fare uscir gli ostaggi dai bagagliai e confessargli di aver corretto le lettere ai parenti col dizionario dei sinonimi e dei contrari, invece delle orecchie tagliare gli aggettivi due punti virgolette: “per mantenerli vivi, in un’attesa che sarà giorno per giorno più lunga per loro” Ricevo i complimenti per la mia suoneria, non più per gli occhi verdi o per la simpatia Abbiamo sempre più rumori in sottofondo e temiamo il silenzio finchè la ventola raffredda i processori io non mi addormento…
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