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Il ghiacciaio plastificato |
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Scritto da Decimo Cirenaica
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mercoledì 01 giugno 2005 |
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È notizia di questi giorni la messa in opera del primo “imballaggio” di una cima montuosa! Ad Andermatt, in Svizzera, il ghiacciaio Gurschen è stato coperto con un telone speciale di PVC bianco il quale riflettendo i raggi solari durante i mesi più caldi, manterrà basse temperature al suo interno impedendo di fatto un eccessivo scioglimento della superficie ghiacciata. Arriva l’estate, ma sulle alte vette di Adermatt non è più la stessa estate da quindici anni a questa parte e il pluricitato surriscaldamento del pianeta inizia a mietere le prime vittime illustri. La lingua del ghiacciaio è in costante arretramento (circa cinque metri all’anno) e nel cantone svizzero hanno letteralmente deciso di metterci una pezza. Azione necessaria? Se il ghiacciaio si scioglie, l’effetto domino coinvolgerà le piste, gli sciatori e i soldi che gravitano attorno al turismo della rinomata località svizzera. Quindi, un’azione necessaria solamente dal punto di vista economico. La prospettiva “economicista” con la quale si affrontano le problematiche legate all’ambiente fornisce sempre risposte parziali e incomplete, non andando a considerare le cause della questione: il “ripensamento globale” dello stile di vita che ha partorito i gas a effetto serra (principali responsabili del surriscaldamento del pianeta), rimane avvinghiato al fragile Protocollo di Kyoto, insufficiente cura di tutti i mali del pianeta. Ritardare gli effetti generati dal nostro modello di sviluppo sposta il problema nel tempo e lo consegna egoisticamente irrisolto a chi verrà dopo di noi. Ad un problema globale gli svizzeri hanno risposto puntualmente (non sarebbero svizzeri…) con un’azione particolare avente il solo scopo di ritardare la resa dei conti. Nel frattempo, tutti ad ammirare le montagne incappucciate. [tratto da Il Sardegna E-Polis] |