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Quando verrai
Café Librario - Archivio 2009
Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
mercoledì 23 dicembre 2009

Autrice: Laura Pugno
Titolo: Quando verrai
Edizione: Minimum Fax, Roma 2009
Pagine: 123


Tra letteratura fantastica e romanzo di formazione, Laura Pugno trova uno modo tutto particolare per raccontare l’età di passaggio e i suoi riti universali. In un’Italia in cui sono accentuati tutti gli elementi di marginalizzazione sociale e di degrado anche ecologico,  in un particolare Delta che sembra a sua volta un territorio già fantastico, straniante  e sfuggente,  si svolge la vicenda di Eva, una ragazzina con poteri soprannaturali, affetta da una strana malattia della pelle a cui pare non esserci rimedio. Tutto il romanzo è pervaso da una oscura sospensione magica e a volte crudele che con una lingua ipnotica mischia con estrema naturalezza fantastico e reale, inquietudine e candore.
È prima di tutto la storia di una condizione sociale marginale e difficile, di una bambina orfana di padre che vive con la madre in una roulotte e che scopre, grazie anche ad una serie di incontri molto importanti, di avere uno strano e difficile dono: vedere la morte delle persone. Le basta toccare appena qualcuno e le immagini degli ultimi istanti della vita di questa persona le si materializzano davanti.
E propio partendo da qui Eva inizia a scoprirsi, a scoprire il suo corpo macchitao e lesionato, a scoprire  cosa si nasconde dietro questa diversità selvatica e misteriosa nello stesso tempo, nella continua sospensione e accelerazione temporale, tra gli incontri, le fughe, i difficili rapporti umani, incontreremo Leila, Stasi, Ethan, Montserrat, tutti personaggi da cui Eva imparerà a capire un po’ alla volta il suo corpo.
Crudele ed elegante, in un flusso di immagini e visioni taglienti, senza picchi, nè precipizi,  Quando verrai è una favola nera fatta di carnalità e lacrime,  di desolazione suburbana, roulotte, guard-rail, banchetti di mercato, bar di periferia e soprattutto di inziatico dolore. Qui c’è Eva, personaggio fatto di corpo più che di parola e qui Eva proprio attraverso il corpo racconta il suo potere salvifico e doloroso e racconta, asciutta e cadenzata, la storia di un incontro, di una relazione e di un destino.

 
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