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Scriptorium - Archivio 2010
Scritto da Elena Marinelli   
venerdì 12 marzo 2010

Meldola (FC) - Lo andiamo a trovare a casa sua, e arrivarci non è per niente comodo. Sta in campagna, tra Forlì e Forlimpopoli. “Suona come Paperopoli” ci dice. E in effetti. La Casa del Cuculo è la casa di Simone Rossi e dell’Associazione Culturale Casa del Cuculo, è la casa anche di altre sei persone ed è il posto in cui il ragazzo (compie 28 anni in questi giorni) ha scritto i tre quarti di sbriciolu(na)glio, un libro di cui ultimamente parlano un po’ tutti (e ridono quando dicono il titolo). La Casa del Cuculo è “un posto dove ci piove dentro”, ci dice Simone. E ci preoccupiamo. “Mannò, non ci piove. Adesso no, almeno. E poi c’è quella citazione da Calvino, vabbeh”. Ah.

[domanda Vanity Fair] - Simone, sei uno scrittore, un musicista, suoni un sacco di strumenti, ma cosa ti piace fare di più? Cosa ti senti di più?

 Ma boh. Tutto. Cioè, niente. Forse lo scrittore, ma anche no. Non lo so, faccio quello che mi piace. Il mio lavoro è uno spasso.

Quindi sei un artista?

 …

[domanda L’Unità] - Rossi, lei si autoproduce. Ma una casa editrice già ce l’ha: la Zandegù di Torino. Il suo è un tentativo di lanciare una moneta nel lago dell’editoria digitale?

No, ecco: io ho fatto un esperimento. Tra l’altro il lago qua non c’è e non ho monetine da lanciare, le tengo nel cassetto ma è un casino e non le trovo mai. Avevo questo libro pronto e ho detto a internet: “Ciao internet, il libro costa 10 euro. Chi lo vuole?”. L’hanno voluto in 130 e me lo sono potuto permettere. True story. E poi le case editrici sono alla frutta, dai, lo dice anche la mia editrice. Faccio dei reading, mando le buste, lo lascio nei posti: gira piano, ma gira.

[domanda La Repubblica] - Dentro sbriciolu(na)glio, lei dice, “c’è cugino Lubitch, Angie, Gianluca, gli elefanti, le patate, i cani, mio nonno, Skip James, due ladri, Fabrizio De André, Antonin Artaud, Tom Waits, Johnny Cash, una che fuma, una con due tette così, i Radiohead, Bill Evans, Gengive Sanguinanti Murphy, l'aceto, la luna”. È un romanzo corale e musicale? Può essere definito un musical? Era quello che ci voleva dire?

No, ecco: preferirei non parlare di romanzo. Non è un romanzo, è un raccolto postumo. I miei personaggi non sono nemmeno personaggi, la storia non c’è, il punto, alla fine, non c’è.

È una raccolta di racconti autobiografici?

Ma anche no. Sono tutte storie vere, ma non sono necessariamente storie mie. E poi la verità ha fatto il suo tempo, è ora di smetterla con la verità. I personaggi non sono io e loro non vorrebbero essere miei. Ci sono anche un sacco di donne, ma è sempre la stessa. Ecco: come le dicevo, il punto non c’è. Che è poi il titolo del prossimo libro, ma non c’entra.

[domanda Libero] – Come se lei fosse il primo degli stralunati borghesotti che giocano a fare gli artisti. Ma dove crede di andare, Rossi?

Mah, un po’ dove mi pare. Prossima domanda.

[domanda per chiudere] - Simone, finora hai giocato in casa: Forlì, Bologna, Faenza. Ma poi dove andrai? Ci sono altre date?

Provaci te a fare lo scrittore davanti ai tuoi amici. In ogni caso: giovedì 18 marzo sono al Simposio di Roma con gli Scrittori Precari, mercoledì 24 facciamo un home reading uassamericanboi a Milano e giovedì 25 siamo a Vimercate, all’Acropolis, insieme a uno con la gamba sbriciolata. Poi il 16 aprile all’Interno4 di Rimini, ma forse lo sposto al 17 perché il 16 suono a Ravenna, e poi voglio andare a Mantova e a Torino e a Perugia e a Genova, ma ancora devo capire come. C’è il calendario sul sito, comunque.

Ma cosa succede in questi reading?

Io non leggo. Faccio leggere. E intanto suono. Durano poco e alla fine non seguirà nessun dibattito: siamo lì, ci vediamo, ti do il libro, ne ascoltiamo un pezzo, facciamo le chiacchiere. Come le persone normali.

[domanda 2.0] - Simone, dove possiamo trovare il tuo libro? E come ti seguiamo?

Per il libro: scrivete voglio sbriciolu(na)glio a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo e io ve lo mando, oppure ditemi che verrete a un reading ed è ancora meglio. Per il resto c’è il mio blog sito, il punto non c’è : dentro c’è il calendario degli spostamenti (ogni tanto suono in giro) e tutte le altre cose che scrivo quando non scrivo dei libri.

 
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