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il tema sulla musica (ancora)
Suoni e Immagini - Novità
Scritto da Simone Rossi   
mercoledì 23 giugno 2010

“La Musica, diceva Aristotele, non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poiché può servire per l’educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo. Il candidato si soffermi sulla funzione, sugli scopi e sugli usi della musica nella società contemporanea. Se lo ritiene opportuno, può fare riferimento anche a sue esperienze di pratica  e/o ascolto musicale”.

Aristotele sbaglia la premessa, un errore non da poco per uno che si bulla di avere inventato il sillogismo. La musica, cara professora, non va praticata per nessun uso molteplice. Forse l’educazione, sì: insegnare le cose con le canzoni funziona, mi sembra, lo chieda al professore di musica. Uh, no, l’ora di musica alle superiori non esiste: le nostre esperienze di pratica e/o ascolto musicale dobbiamo farcele da soli: sala prove e fratello maggiore, oppure conservatorio e sorella minore, minore settima, settima diminuita, solfeggio e polleggio, non staremo mica qua a parlare delle cover dei Nirvana in cantina, dai.

La funzione, gli scopi e gli usi della musica nella società contemporanea, davvero, peggio che gli UFO: rischierei di scriverle le solite scontatezze sulle suonerie dei cellulari nelle pubblicità di Mtv e le canzoni di sottofondo nei centri commerciali, la plastica alla radio e i vinili dei miei genitori, Brian Eno che cerca di dare dignità intellettuale alla musica-di-sottofondo, ma il concetto stesso di musica-di-sottofondo è spaventoso, mi creda: la musica non può essere un sottofondo, l’ambient è una faccenda troppo complicata per buttarlo nel pentolone dell’uso della musica nella società contemporanea, la musica nella società contemporanea fa vendere tanti di quei pantaloni che non ne abbiamo un’idea, la musica fa andare la gente al cinema e c’è gente che di mestiere sceglie le canzoni di sottofondo dei centri commerciali e poi ci sono i concerti come rito di aggregazione sociale, messe laiche per masse ciniche, prontissimi con la birra nel bicchiere di plastica a dare del venduto al nostro cantante preferito solo perché si è tagliato la barba, davvero, rischierei di scriverle le solite scontatezze.

Il riposo dallo sforzo, il sollievo, la ricreazione, ma di cosa stiamo parlando? Aristotele con la musica sembra Nietzsche con le donne: il riposo nello sforzo, il riposo del guerriero, Wilma, dammi la clava, Wanda, stai seria con la faccia, il vino bianco è fresco e va giù bene e questa canzoncina domani passerà come passano tutte le canzoncine della società contemporanea. La musica nella società contemporanea è Lady Gaga, e non è per dire, ma la musica della società contemporanea sono stati anche gli Aqua, quelli di Barbie Girl, non è che una cosa è contemporanea e allora ci parla per forza della contemporaneità.

Ma io che ne so di Lady Gaga, professora, il problema è che la società contemporanea ascolta troppa musica contemporanea, e invece io vorrei proprio aprire un centro commerciale e mandare in filodiffusione Glenn Gould che suona il Clavicembalo Ben Temperato, e poi mi dica se non le sembra di stare in Giappone. Vorrei che internet portasse a tutti le canzoni di tutti i cantanti sconosciuti, vorrei che internet non replicasse in piccolo le dinamiche promozional/televisive delle Grandi Etichette che ci dicono che cosa è figo e cosa no, cosa dobbiamo ascoltare e cosa no.

Per procurare la catarsi, come no. Anche farsi le pippe procura la catarsi, professora.

Si può scrivere farsi le pippe in un tema della maturità?

Non conosco la catarsi perché non conosco la purezza: la musica non mi lava via nessuna colpa, finisce il disco perché sono finite le pile e io sono sempre io e nulla è cambiato e sono restato l’illuso di sempre, come diceva Bruno Lauzi.

Si può scrivere Bruno Lauzi in un tema della maturità?

Professora, la funzione e lo scopo e l’uso della musica nella società contemporanea è che ogni tanto mi metto le cuffie, e della società contemporanea ne faccio serenamente a meno.

[comenonletto.tumblr.com]

 
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