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Passaggi per il bosco010 :: il progetto
Scritto da Redazione   
venerdì 16 luglio 2010

Da mercoledì 28 luglio a domenica 1 agosto, tra Cagliari e Quartucciu, si terrà la seconda edizione del festival di letteratura in musica Passaggi per il bosco a cura di Gruppo Opìfice. Questo nuovo tentativo di passare al bosco si manifesterà in tre luoghi differenti - libreria, ristorante, casa - attraverso presentazioni di libri, letture pubbliche, laboratori, mostre fotografiche, illustrazioni live, video.

non volere è potere
(ri)conoscersi nell'altro da sé, nel luogo e financo nel ruolo
ipotizzare una volontà negativa e farne impero interiore

[cagliari010 | dal 28 luglio al 1 agosto]

Da mercoledì 28 luglio a domenica 1 agosto, tra Cagliari e Quartucciu, si terrà la seconda edizione del festival di letteratura in musica Passaggi per il bosco a cura di Gruppo Opìfice. Questo nuovo tentativo di passare al bosco si manifesterà in tre luoghi differenti - libreria, ristorante, casa - attraverso presentazioni di libri, letture pubbliche, laboratori, mostre fotografiche, illustrazioni live, video.

Non volere è potere significa che non volere è potere!
(ri)conoscersi nell'altro da sé significa (ri)conoscersi nel luogo e financo nel ruolo.
Non volere è senso del limite.
Non potere volere (altro) che il suono della voce.
Non volere potere mediato è sovranità.
Non vedere mediato il potere è... dormire!
Non volere mediato il potere, ecco...
(Troppe negazioni?)
Al voto, sì, vota!
Almeno due mesi prima te li ritrovi coi faccioni non ancora ingialliti sulle strade dello schermo in cucina; te li ritrovi al cesso nel giornale da leggere seduto comodo; te li ritrovi imbucati dalla celere posta almeno due mesi prima. Ma è già passato un mese e non hai ancora ascoltato le strade di rumori nello schermo di cucina: dentro macchine chiavi in mano c’è la musica del voto: al voto! si vota! si votino tutti! Farai di tutto per vederti partecipato parte di un tutto finalmente compreso: si vota, signore si volti, si vota, finalmente chiamato – presente! – finalmente arrivate: consultazioni adunate alle urne chiamate: si vota! Scendi le scale profumandole fino al quarto piano di primavera democratica; indossi la scheda elettorale sul collo che diventa collana esibita: cittadino ti guardi e farfugli bentornata democrazia col parrucco dell’angolo prima e dell’angolo dopo: che tutti gli angoli sappiano: indossi la scheda elettorale, modello esemplare: seguitemi fin dentro la cabina...
...non capisco perché non la si possa consegnare aperta la scheda elettorale!
Certo, lei ha ragione Signor Uomo Onesto... ma davvero non si può, non si può, non si può consegnarla aperta la
scheda elettorale!
Quanto fu (stato) è Stato si farebbe dire quello...

[Passaggi per il bosco 2010 - a cura di Gruppo Opìfice]

 
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